Ai microfoni di "Lo Sport Web" è intervenuto per un'intervista esclusiva Giuseppe Ludovici, allenatore del Monticchio in Terza Categoria abruzzese.

Giuseppe Ludovici: "La Terza Categoria è un campionato molto interessante"

Raccontaci come nasce in lei la passione per il calcio e le sue prime esperienze.

"La mia passione per il calcio è nata quando ero ancora un bambino. Mio padre, infatti, ha giocato e poi allenato la stessa squadra che oggi alleno anch’io: il Monticchio 88. Ho cominciato a tirare i primi calci all’età di cinque anni, in una scuola calcio vicino al mio paese, la Valle Aterno. Da lì in poi, ho seguito l’intero percorso delle giovanili, vestendo le maglie di diverse squadre: dagli Allievi Nazionali de L’Aquila Calcio, passando per l’Amiternina, fino a tornare alla Valle Aterno Fossa, dove – da fuoriquota – ho disputato il mio primo anno in Promozione. Successivamente sono approdato al Villa Sant’Angelo Calcio, con cui ho vinto il campionato di Seconda Categoria; lì ho trascorso sei anni splendidi, che considero davvero come un periodo in famiglia. Dopo l’interruzione dei campionati a causa del Covid, per motivi personali e lavorativi ho deciso di tornare nel mio paese, Monticchio, per giocare in Terza Categoria. Oggi mi ritrovo ad esserne l’allenatore"
 

Che campionato è la terza categoria abruzzese?

"La Terza Categoria è un campionato molto interessante sotto molti punti di vista. In primo luogo, credo che negli ultimi anni il livello si sia alzato: c’è grande agonismo e voglia di far bene, ma senza dimenticare l’aspetto più importante del calcio dilettantistico, ovvero stare bene insieme, crescere come gruppo e divertirsi"


Raccontaci della sua attuale esperienza al Monticchio: squadra e città.

"Come dicevo, sono tornato a giocare a Monticchio nel 2020. È risaputo che indossare la maglia del proprio paese regali un’emozione speciale, ti fa sentire una responsabilità in più verso i compagni e la comunità. Ora sono l’allenatore di questa squadra e ho la fortuna di guidare un gruppo di ragazzi straordinari, che danno il massimo divertendosi. Abbiamo centrato l’obiettivo dei playoff e il merito va interamente a loro. Desidero però ringraziare il Presidente e tutta la Dirigenza, persone fantastiche, sempre disponibili e soprattutto competenti. Tengo a sottolineare che la nostra società è una delle più longeve nel panorama dilettantistico abruzzese per numero di iscrizioni consecutive ai campionati: un traguardo possibile grazie a persone che vivono il calcio da oltre quarant’anni, portando esperienza e conoscenza impagabili"
 

Quali sono i suoi obiettivi futuri con la squadra ed individuali?

"Il mio obiettivo principale, in questo momento, è divertirmi insieme ai ragazzi, lavorando ogni giorno con impegno ma sempre col sorriso, per ottenere i risultati che tutti meritiamo. L’ambizione è riportare Monticchio in categorie più consone alla sua tradizione, e ora siamo concentrati ad affrontare al meglio i playoff. A livello personale, desidero migliorare costantemente: sono giovane e ho ancora molto da imparare, anche cercando di “rubare” qualche segreto ai colleghi più esperti"
 

Giuseppe Ludovici: "Mi ispiro ad Ancelotti e Mourinho. Il 4-3-3..."


Quale schema tattico e modulistico predilige? Quale è il suo credo e a quale allenatore si ispira?

"Non ho un modulo fisso preferito, perché credo che il calcio vada letto all’interno della partita: ci sono vari momenti che richiedono di cambiare rapidamente strategia. Se proprio dovessi scegliere un sistema di gioco, direi il 4-3-3, perché se interpretato correttamente può dare spunti molto interessanti. Quanto all’allenatore a cui mi ispiro, non me la sento di indicarne uno in particolare: mi piace il bel gioco, ma credo soprattutto in un calcio concreto e basato sull’equilibrio. Se dovessi fare due nomi, direi Ancelotti o Mourinho, perché incarnano al meglio questa visione"

 

a cura di Emanuele Cantisani

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